
In questi giorni di burrasca, complice anche uno dei week end più tetri che io ricordi, mi sono ritrovata a pensare a quanto sono insoddisfatta delle probabilità che ho realizzato ultimamente in questa vita, ovvero dal fatto di non aver realizzato nessuna probabilità negli ultimi due anni, a parte quella dell'incertezza totale sulla direzione da prendere.
Abbastanza di recente però ho cominciato a intravedere non solo una via d'uscita ma anche a spiegarmi il perchè sono venuta qui, a Pisa, in un centro piccolo quando amo la vita di città, in una regione del nord quando adoro la vita della mia dimensione e in un'università piccola quando non riesco a vivere senza il caos di un grande ateneo.
Adesso so perchè l'ho fatto, il mondo attorno a me stava cambiando nei suoi punti saldi, non sapevo che strada prendere, troppe possibilità per sapere da che parte andare e così ho cambiato mondo, mi sono spinta in un'universo parallelo dove realizzavo altre probabilità, e ho capito che quello che voglio è il mio universo, sarà anche pieno di difetti ma mi da buon umore, mi fa amare ogni minuto della mia giornata e mi fa sentire viva.
Volendo buttarla sulla meccanica quantistica, per l'interpretazione di Copenhagen io sono qui a Pisa ma dove sono non si sà, nessuno mi guarda, mi vede, mi vive, e quindi nessuno sà esattamente dove mi trovo, sono noti solo i luoghi dove potrei essere finchè nessuno mi individua...e ovviamente questa interpretazione non mi soddisfa.
Secondo il multiverso invece io sono qui, nell'universo in cui ho scelto di venire a Pisa e anche in quello dove sono a Londra, a Parigi, su Marte e a Napoli...chissà nell'universo in cui sono a Napoli cosa stò facendo, chissà in quel mondo cosa hanno fatto tutti gli altri...e chissà quando tornerò in quell'universo cosa farò io...non ne ho proprio idea, ma non desidero altro che tornare...
A volte vorrei che le probabilità che ho realizzato qui fossero diverse, vorrei essere stata più debole e aver fatto dietro front, vorrei essere stata più fragile per poter immaginare le reazioni di chi non era come me, ma purtroppo ho capito solo dopo e indietro da soli non si torna, vorrei sentire voci che non posso permettermi di sentire senza ledere a qualcuno ma soprattutto non sò cosa darei per vivere giornate di 24 ore in cui non ho mai più di mezz'ora libera, in cui ho sempre un impegno o qualcosa di urgente da fare, un lavoro, qualcuno che abbia bisogno di me...
Ormai qui è andata così...ma quando tornerò nel mio universo farò in modo da sentirmi viva in ogni minuto, come facevo prima di lasciarlo...forse anche questo dovevo capire, quanto quello che per me era normale non andasse dato per scontato.
Un abbraccio a tutti e realizzate sempre le vostre possibilità, non lasciate nulla di intentato, infondo cosa avete da perdere =), e se qualcuno vi dice che i sogni non si avverano mai non gli credete, se non vi arrendete al primo fallimento prima o poi si avverano.
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