martedì 10 novembre 2009

*°*Multiverso*°*




In questi giorni di burrasca, complice anche uno dei week end più tetri che io ricordi, mi sono ritrovata a pensare a quanto sono insoddisfatta delle probabilità che ho realizzato ultimamente in questa vita, ovvero dal fatto di non aver realizzato nessuna probabilità negli ultimi due anni, a parte quella dell'incertezza totale sulla direzione da prendere.

Abbastanza di recente però ho cominciato a intravedere non solo una via d'uscita ma anche a spiegarmi il perchè sono venuta qui, a Pisa, in un centro piccolo quando amo la vita di città, in una regione del nord quando adoro la vita della mia dimensione e in un'università piccola quando non riesco a vivere senza il caos di un grande ateneo.

Adesso so perchè l'ho fatto, il mondo attorno a me stava cambiando nei suoi punti saldi, non sapevo che strada prendere, troppe possibilità per sapere da che parte andare e così ho cambiato mondo, mi sono spinta in un'universo parallelo dove realizzavo altre probabilità, e ho capito che quello che voglio è il mio universo, sarà anche pieno di difetti ma mi da buon umore, mi fa amare ogni minuto della mia giornata e mi fa sentire viva.

Volendo buttarla sulla meccanica quantistica, per l'interpretazione di Copenhagen io sono qui a Pisa ma dove sono non si sà, nessuno mi guarda, mi vede, mi vive, e quindi nessuno sà esattamente dove mi trovo, sono noti solo i luoghi dove potrei essere finchè nessuno mi individua...e ovviamente questa interpretazione non mi soddisfa.

Secondo il multiverso invece io sono qui, nell'universo in cui ho scelto di venire a Pisa e anche in quello dove sono a Londra, a Parigi, su Marte e a Napoli...chissà nell'universo in cui sono a Napoli cosa stò facendo, chissà in quel mondo cosa hanno fatto tutti gli altri...e chissà quando tornerò in quell'universo cosa farò io...non ne ho proprio idea, ma non desidero altro che tornare...

A volte vorrei che le probabilità che ho realizzato qui fossero diverse, vorrei essere stata più debole e aver fatto dietro front, vorrei essere stata più fragile per poter immaginare le reazioni di chi non era come me, ma purtroppo ho capito solo dopo e indietro da soli non si torna, vorrei sentire voci che non posso permettermi di sentire senza ledere a qualcuno ma soprattutto non sò cosa darei per vivere giornate di 24 ore in cui non ho mai più di mezz'ora libera, in cui ho sempre un impegno o qualcosa di urgente da fare, un lavoro, qualcuno che abbia bisogno di me...

Ormai qui è andata così...ma quando tornerò nel mio universo farò in modo da sentirmi viva in ogni minuto, come facevo prima di lasciarlo...forse anche questo dovevo capire, quanto quello che per me era normale non andasse dato per scontato.

Un abbraccio a tutti e realizzate sempre le vostre possibilità, non lasciate nulla di intentato, infondo cosa avete da perdere =), e se qualcuno vi dice che i sogni non si avverano mai non gli credete, se non vi arrendete al primo fallimento prima o poi si avverano.


*°*°*BacI*°*°*

domenica 18 ottobre 2009

IO mi SveGliO cOl BuiO


E' una gelida mattina di metà ottobre, sono circa 5 o 6 ore che mi giro e mi rigiro nel letto senza riuscire a prendere sonno. Ho la testa piena di pensieri, scruto le ombre e le presenze della mia stanza, quelle storiche e quelle più recenti.

Wolly, il mio geco di pezza, che sovrasta la parete sopra ai vari comodini che ho avuto da otto anni a questa parte, mi osserva beffardo, la luce comincia a filtrare pigramente dalle persiane alla toscana, assolutamente inadatte a chiunque riesca a dormire solo nel buio più totale, e per fortuna non sono della categoria, e l'arachide di pezza newyorkese, reduce della vacanza americana di mia sorella, langue sul piumone col sorriso ebete di ogni giorno...basta ,mi alzo.

Si, direte voi, ma sono solo le 6:00 ed è domenica, che ti frega, resta a letto, magari prendi sonno... si, se avessi dei bioritmi normali lo farei, ma è un mese che confondo il giorno con la notte, mi sveglio tardi, vado a letto presto e stamattina qualcosa mi spinge a voler interrompere questo circolo vizioso.

Verso le 8:00 decido di uscire dalla mia tana in cerca di caffè, e con grande gioia, trovo la mamma di C., qui in visita per qualche giorno, che ha da poco fatto la mia maxi macchinetta del caffè, è ancora bello caldo e il fatto di non dover montare la macchinetta soddisfa la mia pigrizia mattutina e sonnosa come non potrebbe nemmeno un brillante da 15 Carati, una piccola cosa, ma mi ha fatto sentire a casa l'odore del caffè.

Ore 8:40, ho guardato fuori dalla finestra del salotto e ho trovato a salutarmi una giornata splendida...in quel momento ho sentito il classico stacchetto musicale da film, mi è sembrato di aver scelto proprio la giornata giusta per dare un taglio al buio costante degli ultimi tempi...sarà stato che col sole si produce vitamina D e siamo tutti più felici XD ?

Comunque alle 9:37 sono scesa a comprare le sigarette e a fare due passi in cerca di un bar per un altro caffè e poi rieccomi qui, a casa.

Adesso mi viene da pensare a domani...che sarà domani? Boh, non ne ho idea...lo saprò domani.

Ora che ci penso, sarà uno strano caso, ma oggi il vento è cambiato...
Se vivessi nel mondo di Mary Poppins il vento che cambia lo vedrei come un cambio d'aria in arrivo...solo che io non ho un ombrello a pappagallo che parla =D

In ogni caso, a quanto pare, Fiat Lux...e domani è un'altro giorno.

martedì 29 settembre 2009

LUSH














Oggi ero come al solito assorta nei miei pensieri nefasti, incazzata ancor di più per la mancanza di concentrazione che me ne derivava, quando ad un tratto i miei occhi vagando per la stanza si sono imbattuti in una bustina di carta di un bel giallo limone che entrò in mio possesso a marzo 2009. Stranamente, nonostante le mie abitudini, non l'avevo ancora aperta, forse perchè il contenuto e la provenienza rappresentavano la summa del viaggio più brutto e più bello che avessi mai fatto.

Avevo stretto quella bustina tra le mani quando ero uscita da un negozio LusH in Olanda, facendo allegro chiacchiericcio e shopping con Miss A. , l'amica più cara che si possa avere, ma quel viaggio fù funestato da nuvole mentali e tempeste umorali.

Oggi è stato uno dei 1000 giorni in cui Miss.A. e tante altre presenze mi sono mancate come non mai, e allora ho scartato finalmente il mio pacchettino, ed ecco quella bella saponetta rossa e squillante di shampoo solido Lush che avevamo comprato insieme.

Allora, dato che stavo giusto per farmi lo shampoo, ho scoperto le proprietà, deliziose tralaltro, dello shampoo solido lush, immaginando tante altre visite spendaccione in giro per negozi, per sogni e mondi che non esistono in compagnia di Miss.A, vagando io stessa in mondi in cui posso vedere tutti quelli che amo in ogni momento, sempre...!

Lo shampoo ha prodotto sin dalla prima strofinata una densa e voluttuosa schiuma rosa, i capelli sono bellissimi e lo consiglio a tutti, inoltre credo che duri anche un bel pò, perchè la schiuma si produce subito in gran quantità. Quello che ho usato, per la cronaca, è quello alla cannella.

Insomma per una mezz'ora ho fatto finta di essere nel mondo che vorrei, magari tra un anno ci sarò davvero, chissà.

*Un BaCiO a tutti e mi raccomando, vivete LUSH anche voi =D*

lunedì 28 settembre 2009

Quando apri gli occhi ci vedi davvero...



Stamattina mi sono svegliata presto, e questo nonostante abbia dormito pochissimo stanotte. Mi sono chiesta a lungo quale fosse il mio problema con la sveglia, per diversi anni a dirla tutta.

In questi due anni a Pisa, vuoi l'assenza di stimoli, una facoltà organizzata malissimo con insegnamenti quasi del tutto insulsi e l'assenza dei miei amici, e un clima sociale che trovo perlomeno indifferente, la mia insonnia è peggiorata notevolmente.

Ma stamattina mi sono svegliata sperando di sentire i miei amici, aspettando con ansia un pacco di mia sorella, preparandpomi ad accogliere il factotum di casa M., il mitico e indispensabile Sign. D., senza il quale questa grande casa rattoppata cadrebbe a pezzi.

E' stata, che ci crediate o no, una delle mattinate più piacevoli di quest'ultimo anno, avevo qualcosa da fare, qualcosa di cui occuparmi, uno scopo.

Probabilmente a molti sembra roba da poco, ma avere uno scopo ha reso questa giornata degna di essere vissuta.

Mi direte: "Ma MaryA e la specializzazione???". Si, la specializzazione, è vero avrei da studiare, ma quando passi la maggior parte delle tue giornate da sola è difficile trovare una spinta propulsiva, vorresti parlare, ascoltare, raccontare e non puoi.

Lo studio poi è reso complicato da esami divisi in 40 parti, tutte idiote, o da due sessioni ,l'hanno, una delle quali di 15 giorni, in cui gli appelli sono tutti lo stesso giorno...

Però oggi mi sono ricordata di una cosa molto importante, che credevo di aver rimosso del tutto.

La realtà è problematica e la solitudine la rende pesante da reggere, ma se sai guardare con gli occhi aperti e noti le piccole cose, anche un giorno apparentemente vuoto e inutile si rivela pieno di sorprese e impegni.

Basta aprire gli occhi, e tutto diventa più nitido.

E quindi mi godo il mio fuggevole intervallo di felicità, scartando i regalini che mi ha mandato mia sorella e facendo finta che lei sia qui con me.

sabato 26 settembre 2009

Il silenzio del mare...


A volte, tutti noi, ci fermiamo da qualche parte e ascoltiamo...a volte voci, altre rumori, altre volte ascoltiamo il silenzio.

Il silenzio che ascolti ti dice chi sei.

Io amo il silenzio del mare, e quel silenzio canta, parla, ride, e qualche altra volta racconta delle storie. Ma non sono sempre storie belle o felici, anzi, spesso racconta storie di spiriti tormentati, l'acqua salmastra è un porto per gli spiriti inquieti e il mare racconta le loro storie.

A volte sono storie raccapriccianti e tristi...ma sono storie di questo mondo, e il mondo è così, è felice, è triste, è meraviglioso ed è anche agghiacciante.

Il mondo può essere un posto fantastico, questo racconta il mare, ma stai attento a fuggire le ombre, o un giorno sarai un'altra voce che racconta la sua storia dalle banchine e dai porticcioli, sarai un altro soffio di vento che sussurra alle orecchie dei passanti, sarai il fragore di un'onda che grida il suo dolore al solitario che riflette sulla spiaggia, sarai il fruscìo di un'onda quieta che piange dolcemente il suo silenzio, per sempre.
Ringrazio Mistral che mi ha dato l'ispirazione per questo post

venerdì 18 settembre 2009

RiGhT or WrOnG...?


Dato che ultimamente ci sono persone che considerano stupide o infondate le mie opinioni voglio capire seriamente se il problema stà in me o nell'interlocutore. Quindi sarebbe per me molto importante se tutti voi mi deste la vostra opinione, a mò di sondaggio =)

1. L'amore, dire o fare?

2. Il perdono si guardagna? E se si è facile guardagnarselo?

3. Se avete qualcosa di importante da chiarire con qualcuno: A. andate a cercarlo, B. lo aspettate su messenger, C. scrivete una lettera, D. telefonate...?

4. Quando non andate a prendervi una cosa è perchè non la volete?

5. Quando volete una cosa fate il tutto per tutto per averla ?

6. Di fronte all'impressione non del tutto corretta che qualcuno si è fatto su un vostro comportamento e che vi espone come reagite?


Un bacione a tutti*°*°*°*°*

martedì 15 settembre 2009

Il PriNcIpE Ignorante



C'era una volta, tanto tempo fà, in un regno lontano, una graziosa principessa di nome Occhid'oro. Viveva in un bellissimo palazzo tutto bianco, con le finestre di madreperla, le mura d'avorio e i cancelli d'argento.

Un giorno capitò da quelle parti un principe che non appena la vide affacciarsi dai balconi bianchi non resistette e andò a presentarsi.

Lui e la principessa si innamorarono.

Passò un pò di tempo e il principe nonostante l'iniziale felicità, senza alcun motivo, cominciò a stancarsi di lei.

Un giorno, mentre andava a trovarla, per festeggiare la sua incoronazione come erede al trono, incontrò una donna vestita di rosa che vagava nei boschi, il suo cavallo era scappato e lei sembrava aver bisogno di aiuto. Il principe la riaccompagnò a casa e fù molto gentile con lei, accettò anche di restare per la cena dimenticandosi completamente della sua principessa, che lo aspettava.

Quando arrivò al castello d'avorio, tutti gli ospiti sene erano andati e la cerimonia era finita da un pezzo. La principessa era nelle sue stanze, da sola e triste, quando lo vide arrivare gli corse incontro e lo abbraccio chiedendogli cosa fosse successo, ma il principe era scostante e cominciò, buio in volto, a camminare su e giù per la stanza. Ad un tratto cominciò a parlare, molto serio e raccontò alla principessa il motivo del suo ritardo.

Lei rimase in silenzio a fissarlo, poi gli chiese perchè avesse accettato di restare con lei quando lo stava aspettando.

Il principe rispose che non credeva fosse un problema, che erano affari suoi.

Rimasero a parlare e discutere a lungo, e lui sembrò capire lo sbaglio e chiese perdono ma poi sene andò dicendo che doveva pensare al loro fidanzamento, che non ne era più sicuro e non tornò.

La principessa lo aspettò, e lo aspettò e lo aspettò...ma lui non venne. Egli mandò qualche lettera per informarsi su come stesse e cosa facesse ma non accennò alla questione del loro fidanzamento. La principessa decise così di rispondere alla lettera e gli chiese come si sentisse riguardo allo sgarbo che le aveva fatto e che le stava ancora facendo, ignorando la questione e non presentandosi, ma quando arrivò la risposta di lui la principessa restò impietrita; egli chiedeva a quale torto si riferisse, non sapeva di cosa stesse parlando.

La principessa decise allora di non rispondere, era troppo ferita per cercare le parole adatte e non avrebbe tollerato ancora un attegiamento simile. Ma il principe, salvo che per qualche messaggio breve e distaccato, seguitò a non farsi sentire e non andò a cercarla.

Il tempo passava e lui non prendeva alcuna decisione ma continuava a pensare alla donna vestita di rosa e gradualmente cominciò a dimenticarsi della principessa.

Intanto Occhid'oro non si dava pace e un giorno, quando era ormai passato più di un mese, scrisse al principe, cercando di non far trasparire quanto fosse triste e avvilita e ruppe il loro fidanzamento.

Il principe ignorò a lungo quella lettera e fu solo settimane dopo che aprendola scoprì cosa era accaduto.

Allora il principe, sconvolto, salì a cavallo e corse per tutta la notte, arrivò ad una locanda e si fermò e continuò a correre da una parte all'altra del regno senza riuscire a darsi pace.

Alla fine, dopo sette giorni di dubbio decise finalmente di andare in cerca della sua principessa, si mise a cavallo e corse verso il castello d'avorio, cavalcò tre giorni e tre notti senza sosta, pregustando già il momento in cui il sorriso di lei l'avrebbe accolto.

Ma quando giunse al palazzo d'avorio trovò un amara sorpresa ad attenderlo.

Aveva ignorato troppo a lungo l'ultima lettera di Occhid'oro, così a lungo che ella era stata promessa in sposa ad un altro uomo.

Quando giunse ai cancelli d'argento le campane della torre suonavano a festa, le porte di madreperla si spancalarono e la bellissima principessa, ormai regina, scese le scale d'avorio al braccio di suo marito.

Il principe allora senti calde lacrime rigargli il volto e solo in quel momento capì quanto fosse stato stupido ed egoista, e quanto la sua ignoranza gli fosse costata l'unica donna che avesse mai amato.

giovedì 3 settembre 2009

Quello che può succedere in due mesi di SiLenZiO...



Un abbraccio a tutti, mi dispiace essere stata assente per così tanto tempo, e non vedo l'ora di farmi un giro sulle vostre pagine e vedere cosa avete prodotto di magico =).

Sapete io non sono mai stata una persona particolarmente silenziosa, ma il mio essere logorroica è noto solo a poche persone, quelle che mi ascoltano davvero, alle persone che non mi conoscono e a cui magari stò anche un pò sulle palle sembro solitaria, distaccata e forse anche pallosa, boh.

Inutile dire che quando sembro così ad una persona è perchè non mi fido, non credo ( e ho sempre le mie ragioni) che le mie confidenze andrebbero ben riposte e nel 90% dei casi quando mi pongo in questo modo è perchè sono stata prima respinta o ingannata.

Partendo da questa spiegazione il punto è: Se vivete con gente che vi esclude, vi tiene anche un pò sulle palle e lo fa principalmente perchè è più piccola, crede di aver visto tutto della vita e vuole fare tutto ciò che gli pare senza rispetto per gli altri anche imponendo feste e continuo bordello in quella che anche casa vostra a voi non passerebbe la voglia di fare conversazione ???? (Soprattutto dopo numerosi tentativi a vuoto di costruire un dialogo civile)

Il risultato è che da parecchio tempo parlo solo part-time, passo giornate intere da sola e senza dire una parola, complice la sfiga che ha portato le mie amicizie pisane a lasciare Pisa, e questa non è una città che aiuta in questo senso. Se non fosse per qualche telefonata arriverei a fine giornata senza sapere se ho ancora l'uso delle corde vocali.

Ovviamente, come capirete, la questione non è quella di parlare, ma quella di comunicare cose importanti a chi le capisce e può aiutare. I miei amici veri sono sempre stati pochissimi, conoscenze a iosa, ma sono pochi quelli che faccio rientrare nel novero di amici, e per una strana questione di ciorta, ora sono tutti lontani e una lettera non sarà mai come una chiacchierata.

In questi due mesi la mia vita personale si è scasinata, il mio desiderio di ritornare alla mia terra nonostante i problemi che la tormentano ( e che ho scoperto tormentare particamente qualunque luogo in misura maggiore o minore) è diventato sempre più forte. Mi manca l'odore del mio mare, il clima, il modo in cui si guarda alla vita. L'università, con questa specializzazione infinita è diventata a tal punto una persecuzione da caricarmi positivamente, devo andare via da Pisa. E poi il 27 Luglio di quest'anno il mio amico gatto, quasi un fratello, è morto.

In questi anni ho visto cambiare e ho perso troppe cose e non so se sono pronta a perderne ancora, no, non lo so proprio.

Non so se qualcuno di voi si sia mai trovato nella mia stessa situazione, credo che se non ti ci trovi capire sia quasi impossibile, e anche se ti ci trovi dipende tutto da quanto hai da perdere e da cosa hai portato con te.
Beh per me è così, e invidio veramente tanto tutte le pensone che possono permettersi di rimandare qualunque decisione autonoma per la vita, che hanno sempre la strada spianata da agi e fortuna e che si lasciano scorrere il tempo addosso e fanno sempre la cosa più facile, è molto più semplice; ma ci sono vite che questo non possono permetterselo e non credo di poter spiegare perchè, a volte è il caso, altre volte la fortuna, ma in ognuno di questi casi a volte qualcuno si trova costretto a scegliere e a convivere con le conseguenze della propria scelta.

Un solo pensiero mi ha aiutato sempre a non avere paura della scelta, "puoi sempre tornare indietro" ma quando la sorte si intromette, a volte per tornare indietro devi perdere qualcosa di ugualmente importante e a quel punto...beh credo che non ci sia altra scelta che rischiare.
E se la forza di rischiare dovesse mancare? Beh allora non resta che una cosa da fare, stendersi sul proprio letto, o accuciarsi sulla propria poltrona davanti alla finestra con una bella tazza di tè o di caffè, ascoltare la canzone giusta e perdersi nei sogni, nei propri pensieri felici e raccontarsi una piccola bugia, che sarà tutto semplice, che non sarà così difficile, che nel mondo i bravi ragazzi hanno ali d'argento e quelli cattivi lunghe code a punta e che "i buoni" alla fine vincono sempre... e ricominciare a piccoli passi.

martedì 23 giugno 2009

Miraggi



Quando la ruota gira e il 21 giugno vola via la signora dell'estate tinge tutto con altri colori, il sole dismette il suo pallido abito per tutte le stagioni e indossa una veste rosso fuoco.
L'acqua diventa l'oggetto "del desiderio", la sabbia la sua spartana compagna e il sole, sempre lì, sempre lui, sempre lei, avvolge ogni cosa; e la gente cambia, spolvera gli occhi, li ripone e ne veste un nuovo paio, con ciglia più lunghe e sogni più grandi.


Cose nuove, mondi nuovi, possibilità inesplorate che l'inverno aveva lasciato alle ortiche, ai boschi, alle nevi.


Un anno intero pesa sulle spalle...le spalle di chi??? Atlante è in vacanza! I nervi si sciolgono nella loro coppa di gelato fragola e limone e dopo? Dopo immagini, problemi, preoccupazioni...si affolla tutto in testa, e alla fine cosa resta? Solo strani spettri.

Poi arriva la sera, le lucciole vanno a ballare e le lucertole escono a passeggio, il sole scende lentamente, la luna esce in abito da sera, con un elegante ritardo, gli occhi vedono ancora la luce e vogliono vivere la notte.

Le gazanie mettono l'abito lungo e gli ibischi cominciano a suonare, i gatti fanno jazz e i pipistrelli l'accompagnamento.

Si accendono fuochi, le lanterne cominciano ad illuminarsi, le candele danzano, le spiagge si riempiono di bicchieri tintinnanti, gli amici si riuniscono dopo 100 anni di solitudine e 4 giorni di festa.
Il mare canta, i pesci cantano e le sirene si mettono le conchiglie da lavoro e spettegolano sugli scogli raccogliendo naufraghi e ubriachi.

Ma eccola, la quinta ora, la notte si accende di una nuova luce, le stelle vanno a letto e l'alba sbadiglia pigramente.

Gli ultimi ritardatari corrono a casa per dormire in giardino tra i fumi dello zampirone che fanno un ultimo giro di valzer, e il sole che comincia a pettinarsi i raggi.

La primavera ormai è molto lontana...


A: "MaryA"...
...
A: "MaryyyyyA"

MaryA: "Si...?"

A: "Che guardi? Hai lo sguardo perso nel vuoto da 5 minuti, e poi non lo sai che fisare il sole fa male agli occhi?"
MaryA: " A davvero, no, non mene ero accorta..."

A: " Si può sapere almeno che guardavi...?"

MaryA: " Il sole...no?"

A: "Che ci avrai trovato di tanto affascinante da fissarti...bah..."

MaryA: "Niente...solo miraggi...solo miraggi... ".


domenica 17 maggio 2009

Tra Libri e ScaRtoFfiE al ChiArO di LunA


Salve a tutti, mi sono finalmente rimessa in carreggiata alla grande, non credevo quasi più di poter fare certe cose, così tante e in così poco tempo. Ormai sono due settimane che cerco libri, fotocopie, parlo con professori, cerco programmi, leggo, leggo e ancora leggo, scannerizzo libri e stampo tutta la notte, dormo poco e guardo la luna dalla finestra mentre...leggo.

E intanto, di giorno la mia bicicletta schizza per tutta la città aiutandomi a sveltire quei tempi strettissimi che mi ritrovo.

Progetti su progetti, sogni su sogni e tempi strettissimi, la sfida del mese insomma =D.
Il tutto condito da un cuore innamorato e incerto ma fiducioso, "sing sing sing" di Glenn Miller, una sigaretta, un tè, un caffè, e una stanza che sembra lo studio di un'artista i giorni prima di una mostra, quella che ti cambia la vita, e che quindi peggiora di giorno in giorno, ma non importa, sono viva, quasi del tutto felice e lo sarò sempre di più, la ruota ha girato.

Vi lascio con un bacione, a presto e scuotetevi le vostre procrastinazioni abituali di dosso, uscite e mettetevi sulla strada, non vi sentirete mai più vivi di così =D.

mercoledì 22 aprile 2009

WoodstocK


Questa estate sarà il 40° anniversario di Woodstock, 1969, dal 15 al 18 agosto, New York, l'estate che cambiò il mondo. Nel 1967 ci fù il primo grande evento in tal senso, The Summer of Love a San Francisco, in cui si radunarono più di 100.000 persone. 
I nostri sono tempi bui, per il singolo, come in parte è sempre stato, e per il mondo. Riguardo a quest'ultimo mi piace pensare che una scappatoia, una via d'uscita dall'inumanità in cui siamo lanciatissimi senza spiraglio, ci sia. 

Forse è tempo per un'altra Woodstock. 

La canzone che vi allego, "Woodstock" dei Matthews Southern Comfort, è stata al primo posto nelle classiche della Gran Bretagna nel 1970, ma a parte questo l'ho scelta perchè è una bella canzone, mi trasmette serenità e incarna al meglio lo spirito di Woodstock, essere umani, senza paure, senza scandalo, senza formalismi e grettezza.


mercoledì 1 aprile 2009

Nuvole


Le nuvole...su di me hanno sempre esercitato uno strano fascino. Andare in un posto senza nessun rumore, fatta eccezione per quello del vento, un posto dove sicuramente come in ogni favola gotica, e questa lo è, c'è un vecchio albero nodoso, dal legno nero, come carbonizzato, eppure vivo, con i rami che si contorcono in maniera sinistra proiettati verso il cielo. Sullo sfondo c'è una vecchia casa, sono solo ruderi ma dalle vecchie pietre trasuda sempre il ricordo delle vite che sono passate di lì. Come nelle storie di fantasmi, le loro presenze sembrano incombere.

Poi, come in ogni favola che si rispetti ci vuole un eroina, che passeggiando sull'erba verde e viva ma gelida e battuta dal vento decide di stendersi a terra, nel tentativo di scrollarsi di dosso le proprie ansie e frustrazioni, nel tentativo di dimenticare il dolore, nell'illusione di poter fermare il tempo, di poter ricominciare.

Guarda le nuvole, il vento che le porta via veloci, una dopo l'altra. L'ombra dell'albero si avvicina sinistramente come un oscuro presagio, ma lei è abituata agli oscuri presagi e torna a guardare le nuvole.

Vorrebbe essere come loro, lasciarsi trasportare senza peso dal vento, essere libera di amare e di essere amata senza limiti dettati dal caso o dalle ansie umane, volare, al di sopra delle parti, delle ansie, delle paure, scivolando nell'etere, eterna come ogni atomo e fugace come il battito d'ali di una farfalla.

Vorrebbe perdersi e sa che l'unico modo per perdersi e fondersi col mondo è nel sogno, nella sua mente, nel suo spirito, il vero traguardo immortale dell'umana natura.

mercoledì 7 gennaio 2009

Il botto del dopofesta


Dopo una prolungata assenza (magari fosse stata più lunga) ieri sono rientrata a Pisa. Inutile dire che essendo "fresca" di Napoli, Pisa non mi ispira nè curiosità nè interesse e se è possibile la vendo anche più pallosa di prima.

La vita domestica, nonostante i tumulti pre-natalizi tra coinquilini, sembra cominciare, come ogni dopo vacanza, col piede giusto, o perlomeno con un piede migliore dato l'epilogo 2008.
In effetti i miei quasi 9 anni di vita tra coinquilinaggi vari mi insegnano che il dopofesta è sempre positivo, le tensioni accumulate si scaricano in famiglia e si rientra più tranquilli, complice forse anche la rottura di scatole che la vita familiare suscita in molti che vivono da soli...non lo so, comunque mi basta stare tranquilla.

Onestamente, e mai quanto quest'anno, sarei rimasta volentieri a Napoli, e più non vedo l'ora di tornarci e di cominciare lì la mia vita, nell'attesa/speranza di ricongiungere tutte (o quasi) le persone/parti che la compongono in un'unica regione, più questa prospettiva mi sembra lontana.

A volte mi chiedo cosa sarebbe successo se non avessi deciso di venire a Pisa per la specializzazione...cosa starei facendo adesso, dove mi troverei ?

Queste vacanze sono state troppo brevi, forse le vacanze, tranne quelle estive ritengo, sono sempre troppo brevi, non saprei, ma personalmente non è il cazzeggio fine a se stesso che mi manca, avrei voluto passare molto più tempo con mia sorella, i miei amici, la mia famiglia...decisamente non vedo l'ora di rientrare.

Quest'anno poi mi è mancata anche la presenza natalizia di Silvia, da cui mi rifugiai, lo ricordo nitidamente, il natale scorso, onde sfuggire a veri e propri casini pisani di quelli da dimenticare...appena scesi dal treno cominciò a nevicare, ci divertimmo tantissimo, mi sarebbe piaciuto replicare quest'anno, con la complicirà di L., ma conto su un'improvvisata a breve.

In ogni caso tra panettoni e roccocò, regali, shopping e affetti, conditi con conto alla rovescia insieme a Jovanotti, botti fino alla nausea, influenze varie (con un Mr. L. per voi inedito nel ruolo di infermiera) e nevicata a sorpresa la notte dell'epifania, una mesta BeFanA si è portata via il mio natale...

E' cominciato il 2009...

"Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Arzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po' ridono e un po' piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle. E io, speriamo che me la cavo. "

*°*Foto*°*

*°*GuestbooK*°*